HUBBLE IL TELESCOPIO SPAZIALE

Negli ultimi anni l’astronomia ha fatto molti progressi. Infatti da quando nel 1990 è stato messo in orbita il telescopio spaziale “Hubble” nel campo astronomico le conoscenze si sono enormemente ampliate. Il telescopio è stato chiamato cosi in onore dell’ astronomo Edwin Hubble ed è stato capace di fare moltissime fotografie di corpi celesti lontanissimi, di scoprire nuove galassie e stelle, di fotografare ad alta risoluzione nebulose e ammassi stellari prima sconosciuti.

 Tutto questo è stato possibile grazie al fatto che “Hubble” essendo in orbita attorno alla terra a circa 500 km di altezza non ha l’atmosfera che rende più difficile la visione.

 (L’orbita a questa altezza è stata scelta per permettere le missioni di manutenzione e riparazione del telescopio). Infatti quando si guardano i corpi celesti dalla terra, anche con telescopi molto potenti la visione è sempre un po’ offuscata e resa più difficile dalla presenza dell’atmosfera terrestre. Per cercare di superare questo problema molti telescopi sono localizzati in alta montagna o in zone molto aride (Arizona, Cile) dove il cielo è di solito molto pulito e quasi sempre senza nuvole.

 

 La messa in funzione di Hubble all’ inizio è stata difficoltosa, infatti le prime fotografie inviate sulla terra, di oggetti molto deboli, erano completamente incomprensibili e sfuocate. E’ stato perciò necessario intervenire per superare il problema. Diverse missioni con astronauti hanno raggiunto il telescopio. Il problema era costituito dallo specchio principale che era stato realizzato in maniera errata e produceva immagini non nitide.

 Questa situazione ha creato molto imbarazzo da parte dei costruttori del telescopio considerata la cifra e l’impegno spesi nella sua realizzazione. Sostituire lo specchio sarebbe stato impossibile, per questo gli scienziati hanno deciso di cambiare e regolare altri strumenti ottici e ciò ha permesso di correggere l’errore dello specchio principale. Le missioni di riparazione e aggiornamento del telescopio sono state cinque. La prima è stata quella del 1993 durante la quale sono stati sostituiti, in oltre dieci giorni di lavoro esterno degli astronauti, numerosi strumenti ottici, parti di computer e pannelli solari. La missione è stata un grande successo sia per la NASA che per gli astronomi e da quel momento Hubble è diventato pienamente operativo. Nel 1997 ci fu una altra missione per la manutenzione del telescopio, seguita da altre tre missioni nel 1999 e nel 2002. Dopo il disastro del Columbia nel 2003 le missioni di manutenzione di Hubble vennero però annullate. Solo in seguito a molte proteste da parte di astronomi e anche da parte del grande pubblico (ci fu anche raccolta di lettere di bambini da tutta la nazione) venne effettuata l’ultima missione per Hubble nel 2009. Il telescopio è attualmente in funzione e si prevede che potrà essere operativo sino al 2030.

Il telescopio è formato principalmente da un grande specchio di oltre due metri di diametro che raccoglie le immagini dallo spazio e le concentra in un punto, un altro specchio. Ci sono inoltre molte altre attrezzature fotografiche complesse e computer per il controllo del telescopio. Anche i computer di bordo sono stati aggiornati e sostituiti con altri più potenti e con maggior memoria e velocità. Il telescopio è lungo oltre tredici metri ed è costato circa due miliardi di dollari.

Anche se la vita operativa di Hubble sta giungendo al termine sono state progettate ancora molte ricerche da effettuare. In particolare nel 2012 è iniziato lo studio delle galassie più lontane dello “Spazio profondo” che cercherà di dare risposte sulla formazione dell’universo. Nel corso degli anni le scoperte effettuate grazie a Hubble sono state numerosissime: la scoperta di pianeti al di fuori del sistema solare, la scoperta di nuove e lontanissime galassie e oggetti mai osservati prima, la scoperta di buchi neri all’interno delle galassie e molte altre.

Alla fine della sua vita operativa il telescopio dovrà forzatamente ricadere sulla terra. Infatti la sua orbita si abbasserà nel corso degli anni e a causa dell’attrito con gli strati più alti dell’atmosfera terrestre cadrà sul nostro pianeta. Si sta studiando la miglior soluzione per evitare che una sua caduta incontrollata sulla terra possa causare danni a persone o cose. Tale rientro dovrebbe avvenire probabilmente negli anni 2030/2040.

Il successore di Hubble sarà il super telescopio spaziale James Webb che sarà probabilmente lanciato nel 2021. Sarà però situato in un orbita molto alta, a un milione e mezzo di chilometri dalla terra. Avrà uno specchio primario dieci volte più grande ma non potrà, considerata la distanza dalla terra, essere raggiunto da missioni spaziali per riparazione o manutenzione. Sarà usato dagli astronomi per studiare gli oggetti più lontani nello spazio profondo.