I SATELLITI ARTIFICIALI, LA SFIDA PER LA LUNA e altro.

(parte 1)

 

SPUTNIK 1

Con il termine (parola) satellite si intende un corpo celeste che gira attorno ad un pianeta. Nel sistema solare esistono molti satelliti, la terra ne ha uno (la luna). Il pianeta giove ne ha sessantare. I satelliti artificiali sono invece “oggetti” creati dall’uomo che orbitano (girano) attorno alla terra a differenti altezze. Si considerano quindi satelliti tutti gli oggetti costruiti dall’uomo che, per varie ragioni, si trovano nello spazio vicino al nostro pianeta: satelliti in efficienza (che ancora funzionano), navicelle spaziali (la stazione internazionale), pezzi di missili lanciati anche anni fa che non sono mai ricaduti sulla terra, frammenti (parti inutilizzabili) di razzi vettori, satelliti non più operativi (che non funzionano più per vari motivi) e che sono stati abbandonati. In tutto si contano migliaia di “pezzi” (forse ottomila). La storia dei satelliti artificiali ha inizio nel lontano 1957 con il lancio dello Sputnik 1 da parte dall’Unione Sovietica e può essere considerata, inizialmente, una specie di “gara”, una serie di partite tra USA e URSS.  Lo Sputnik era un piccolo satellite del peso di circa ottanta chilogrammi e rimase operativo (funzionò) per ventun giorni (dopodichè le sue batterie si scaricarono) e ricadde sulla terra disintegrandosi (distruggendosi e bruciando) nell’atmosfera dopo 57 giorni. La sua orbita (il suo percorso) attorno alla terra aveva un apogeo (massima distanza) di 940 chilometri e un perigeo (distanza minima) di 240 chilometri. Era sostanzialmente formato da una piccola sfera (palla) di metallo al cui interno erano installati due trasmettitori radio. Era dotato di quattro antenne trasmittenti ed aveva una potenza di 1 watt.

 

SPUTNIK 2

 

Pochi giorni dopo venne lanciato lo Sputnik 2 con a bordo (dentro) una cagnolina (della razza Laika) che però sopravvisse solo poche ore. Il satellite rientrò (atterrò senza distruggersi) a terra dopo 162 giorni nelle vicinanze di Mosca.  Questo Sputnik era molto più grande del primo, pesava oltre 500 chili e aveva un apogeo di oltre 1600 chilometri. In quell’anno gli USA non lanciarono alcun satellite, la prima “partita” si concluse quindi 2 a 0 a favore della Russia. Dopo il lancio di questi satelliti iniziò la vera e propria “gara” tra Stati Uniti ed Unione Sovietica. Infatti il 31 gennaio 1958 venne messo in orbita l’Explorer 1, un piccolissimo satellite, del peso di soli 13 chilogrammi con a bordo due trasmittenti radio.

 

EXPLORER 1

Rimase operativo sino al 23 maggio 1958 e ricadde sulla terra nel 1970 disintegrandosi.  Successivamente l’Unione Sovietica mandò in orbita altri satelliti, lo Sputnik 3 ancora più grande e pesante dei precedenti, raccolse importanti dati scientifici sull’alta atmosfera. Anche gli Stati Uniti continuarono a lanciare vari satelliti del programma Explorer. Il secondo satellite del programma Explorer venne lanciato il 5 marzo 1958 ma fu un insuccesso e non raggiunse l’orbita stabilita. Successivamente, il 26 marzo e il 26 luglio dello stesso anno vennero lanciati, con successo, altri due satelliti mentre il lancio dell’agosto dello stesso anno fu un insuccesso. Sostanzialmente la “gara” nel 1958 fu nettamente vinta dagli USA per 3 a 0 poiché i Russi non lanciarono alcun satellite quell’anno.  L’anno successivo 1959 i Russi ripresero i lanci e, riaccendendo la gara, misero in orbita il LUNA 1 e il LUNA 2 conseguendo un sostanziale vantaggio tecnologico rispetto  agli USA. Infatti per primi riuscirono a mandare un oggetto fuori dall’orbita terrestre, verso la luna. Gli USA risposero alla sfida lanciando nello stesso anno tre satelliti, il Vanguard 1 (primo satellite meteorologico, per lo studio del clima), il Discoverer 1 (primo satellite in orbita attorno ai poli del nostro pianeta), ed Explorer 6 che inviò a terra le prime fotografie del nostro pianeta dallo spazio. L’Explorer 6 fu usato anche dai militari americani per testare la possibilità di centrare e abbattere satelliti con un missile. Venne infatti lanciato un missile contro il satellite, che lo raggiunse senza colpirlo (non si voleva distruggere il satellite). Nel settembre e ottobre dello stesso anno i Russi risposero con il lancio di due satelliti che raggiunsero e fotografarono la faccia nascosta della luna, per la prima volta. Era chiaro ormai l’interesse dei Russi per il nostro satellite naturale, I russi volevano andare sulla luna. La partita del 1959 si concluse con un sostanziale pareggio, 3 a 3. Il 1960 fu un anno di netta supremazia della NASA che mandò in orbita vari satelliti contro uno solo della Russia, la “partita” di quell’anno si concluse 6 a 1 a favore degli USA. Ma la tecnologia Russa era forse più avanzata, infatti con il loro Sputnik 5 riuscirono a mandare il orbita e far ritornare’ vive a terra, piante ed animali, i Russi erano pronti, prima della NASA a mandare nello spazio un uomo, ma anche la NASA si stava preparando.  Arriviamo così al 1961 anno di trionfo dell’Unione Sovietica. La tecnologia Russa era più avanzata nel controllo e nei lanci nello spazio, così, con la Missione Venera 1 dimostrarono di saper controllare un satellite in orbita e con il lancio successivo, il 12 aprile 1961, fu effettuato il primo volo attorno alla terra di un uomo, Yuri Gagarin. Gli americani accusarono la sconfitta e cercarono di recuperare mandano nello spazio Alan Sephard, con un volo sub orbitale, in pratica la capsula con a bordo il primo astronauta americano non compì alcuna orbita attorno alla terra ma si limitò ad un volo, ad alta quota, fuori dall’atmosfera terrestre e ricadde nell’Oceano Atlantico dopo 15 minuti. La gara del 1961 era stata nettamente vinta dall’ URSS con un 2 a 1, che valeva però come un 10 a 1. Gli Stati Uniti recuperarono lo svantaggio solo nel febbraio del 1962 mandando in orbita il loro primo astronauta, John Glenn. In quell’anno la gara fu vinta dagli USA 3 a 0 e fu recuperato il divario (la differenza) con la Russia. La sfida tra USA e URSS per i satelliti artificiali attorno alla terra si poteva considerare conclusa, ambedue le “superpotenze erano in grado di mandare in orbita uomini e farli tornare sani e salvi sulla terra. Iniziava ora un’altra sfida, andare per primi, sulla luna.