I 10 migliori film per imparare L’ITALIANO

Guardare un film può sicuramente essere un modo interessante e, a volte, divertente per imparare una lingua, non solo l’italiano, te ne ho già parlato nei miei consigli per imparare l’italiano.

Sicuramente è importante guardare film che siano comprensibili, almeno in parte e usare i sottotitoli, almeno all’inizio. Ecco un elenco dei dieci film, a mio giudizio, più significativi e interessanti da vedere in italiano, anche per comprendere i film “italian style” a partire dalla commedia.

I dialoghi a volte sono chiari e a volte più difficili da comprendere, per questo, come detto, l’aiuto dei sottotitoli può essere “essenziale” in alcune situazioni.

Sono film che secondo me rappresentano bene le differenti facce dell’Italia e degli italiani.

E’ un elenco del tutto personale e basato sui miei gusti cinematografici che spesso non corrispondono e non accettano gli “stereotipi” che rappresentano sempre l’Italia come “mafia” e “spaghetti”. C’è molto altro in Italia che merita di essere visto, apprezzato e conosciuto.

Un paese contraddittorio, gente allegra ma non superficiale, amante della vita. Partiamo dunque dagli anni ’40.

I migliori film per imparare l’italiano

Roma Città Aperta

Roma città aperta (1945) è un film drammatico, fondato su vicende e personaggi reali per la regia di Roberto Rossellini e racconta la storia degli abitanti di Roma durante l’occupazione dei tedeschi.

Il personaggio principale è un parroco romano fucilato dai nazisti, Don Piero Morosini interpretato da Aldo Fabrizi.

Altri interpreti sono Anna Magnani nei panni di una donna anch’essa morta durante l’occupazione.

Il film mette in luce in maniera cruda e molto realistica le sofferenze e la ribellione del popolo romano alle violenze dei nazisti. Altro interprete di rilievo è Marcello Mastroianni. Un film da vedere.

Don Camillo (1948)

E’ una rappresentazione, con due attori di grande statura come Fernandel e Gino Cervi, del conflitto tra cattolici e comunisti nell’ Italia del dopoguerra.

Il film è ambientato in un piccolo comune emiliano della “bassa padana” Brescello dove si narrano le vicende di un parroco, Don Camillo (Fernandel) e del capo della locale sezione del partito comunista Giuseppe Bottazzi, soprannominato “Peppone”, (Gino Cervi).

Da questo conflitto, e dal rapporto tra i due, nascono situazioni esilaranti e a volte grottesche. Don Camillo non è certo un parroco remissivo e timido, è esuberante ed energico e tiene testa alle azioni dei comunisti allora molto presenti, anche nella realtà, nella politica e nella vita delle cittadine emiliane.

Splendida l’interpretazione dei due attori. I due personaggi spesso si scontrano avendo idee politiche opposte ma alla fine trovano sempre un accordo per mediare i contrasti sorti anche su vicende “paesane” ma molto reali ed umane.

Sono successivamente stati girati altri quattro film con gli stessi interpreti e personaggi tutti da vedere. (Il ritorno di Don Camillo, Don Camillo e l’onorevole Peppone, Don Camillo Monsignore ma non troppo…Il compagno Don Camillo).

Tutti i film sono basati sui racconti di Giovannino Guareschi, autore delle vicende raccontate.

È uno dei film migliori per imparare l’italiano per la chiarezza dei dialoghi.

Ladri di biciclette (1948)

È un film del 1948 ed è considerato un vero capolavoro di Vittorio De Sica e ben rappresenta il neorealismo nel cinema italiano.  Nel 1950 vinse l’Oscar come miglior film straniero. In una Roma devastata dalla guerra appena terminata Antonio Ricci subisce il furto della sua bicicletta regalatagli dalla moglie con fatica e con i risparmi.

L’uomo senza la bicicletta non può più svolgere il suo lavoro e si mette quindi alla ricerca del ladro. Lo cerca nella periferia di una città povera e che combatte per risollevarsi dalla devastazione. Il regista mette in luce la povertà, la disperazione e la disuguaglianza nella popolazione. Un film da vedere per capire cosa l’Italia ha passato in quel periodo.

La strada (1954)

È un film drammatico che narra le vicende di una ragazza (Gelsomina, interpretata da Giulietta Masina) che viene “venduta” dalla madre ad un artista di strada (Zampalò, interpretato da Antony Quinn) violento e a volte spregiudicato.

La ragazza si lega in maniera indissolubile a Zampalò che la tratta anche male, e alla fine la abbandona in “strada”. Un film che rappresenta uno “spaccato” di un Italia povera e a volte disperata com’era una parte (minoritaria) della popolazione italiana in quegli anni.

La grande guerra

È un film del 1959 con Alberto Sordi e Vittorio Gassman ed è sicuramente uno dei migliori film italiani (Leone d’oro al festival del cinema di Venezia) per la regia di Mario Monicelli. E

Il racconto di due militari italiani uno romano e uno milanese che si trovano a combattere una guerra assurda, come è stata la prima guerra mondiale.

Il film mette in risalto le condizioni disperate dei soldati e della popolazione e  sottolinea poi il legame tra i due protagonisti che non sentono questa guerra che non vorrebbero fare e vogliono salvarsi. Non sono coraggiosi o degli eroi ma un finale drammatico li riscatterà.

Per un pugno di Dollari

E’ un classico “western” all’ italiana (spaghetti western), del 1964, diretto con grande maestria da Sergio Leone. Una interpretazione dei film western diversa dal solito, unica ed originale.

Tra gli attori protagonisti Cleant Eastwood con la colonna sonora, di grande successo, di Ennio Morricone. Con questo film Sergio Leone reinterpreta il genere western e anche se con critiche per la troppa violenza, la lunghezza eccessiva e a volte i dialoghi ebbe un riconoscimento internazionale del suo lavoro.

Seguirono altri due film dello stesso genere: per qualche dollaro in più e c’era una volta il west.

Profuma di donna (1974)

Un film di Dino Risi narra la storia di un tenente in pensione che a causa di un incidente diviene cieco. Il militare è accompagnato in un viaggio da un allievo ufficiale molto giovane che deve aiutarlo a superare il suo handicap.

Il tenente non vuole e non riesce ad accettare la sua condizione e si comporta in maniera molto dura e a volte scorretta con tutti anche con il giovane che lo aiuta. Il tormento e la depressione portano il tenente alla decisione di tentare il suicidio in un finale non scontato.

Una grande interpretazione di Vittorio Gassman. Di questo film è stato fatto un remake nel 1982 con Al Pacino.

Non ci resta che piangere (1984)

Ambientato nel medioevo a Firenze interpretato da Massimo Troisi e Roberto Benigni narra le vicende di due amici che vengono “catapultati” con una finzione temporale nel medioevo nel 1492. Un film non facile da capire per via dell’accento spiccatamente napoletano di Troisi.

Un film comunque da vedere, divertente, irriverente e con una comicità immediata, sostenuta dal rapporto tra i due protagonisti che si trovano in un mondo diverso e incomprensibile (in parte) come può essere il medioevo per un uomo moderno. Spendido l’incontro con Leonardo da Vinci e famosa la scena della dogana.

Molte le situazioni divertenti e le battute che i due si scambiano anche in continue discussioni. Da vedere.

Tre uomini e una gamba (1997)

Un film divertente di tre comici italiani, Aldo, Giovanni e Giacomo  (Aldo Baglio, Giacomo Poretti e Giovanni Storti). Una comicità leggera ma intelligente, mai volgare, con battute e situazioni paradossali ed esilaranti. I tre attori molto affiatati riescono a condurre lo spettatore per tutta la durata del film nella vicenda legata ad un “opera d’arte” la scultura di una gamba di grande valore.

Si intreccia così una storia che porterà a contrasti tra i tre e a un finale a sorpresa… Altri film da vedere di questo trio sono senz’altro “Chiedimi se sono felice“ e “Così è la vita”.  

La leggenda del pianista sull’oceano

È un film del 1998 diretto da Giuseppe Tornatore e tratto da uno scritto di Alessandro Baricco (nonostante la lingua originale sia l’inglese, è infatti il primo film di Tornatore in lingua inglese)

È la storia di “Novecento” (Tim Roth) un bambino nato e cresciuto su una nave, il Virginia, un transatlantico con rotta Europa America. Il bambino cresce e da adulto il protagonista non vuole, non riesce più a scendere dalla nave sulla quale si sente sicuro, nel suo mondo al riparo dai rischi e dai pericoli della terraferma.

Un finale drammatico ci farà riflettere sul significato di quest’opera splendida magistralmente diretta da Giuseppe Tornatore.

Consigliatissimo come film per imparare l’italiano perchè il doppiaggio è standard e non ci sono forme dialettali.

Radio freccia (1998)

Scritto e diretto da un noto cantante italiano, Luciano Ligabue. La vicenda è ambientata negli anni ’70 storico ed esaltante periodo di nascita delle “radio libere” in fm. Piccole emittenti radiofoniche artigianali e locali e spesso gestite da ragazzi.

Il film si sviluppa sul racconto di un DJ di una di queste radio che, costretto a chiudere la sua emittente, racconta e rivive i tempi d’oro di questo periodo. Le radio locali sono poi, purtroppo, state costrette a chiudere per l’invadenza delle grandi emittenti nazionali e dalla miopia degli organi statali che non hanno lasciato loro spazio per sopravvivere.

Nel film si narrano insieme e si intrecciano le vite a volte complicate e intense dei ragazzi di quegli anni. Una vicenda drammatica segnerà la trama.  

Spero ti sia piaciuta la mia lista personale di film per imparare l’italiano, e tu? Qual è il tuo film italiano preferito? Lasciami un commento qui sotto

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