183 UN POMERIGGIO CON LA RADIO

 

Il mio trasmettitore ad onde corte. Giapponese. Con questa radio posso contattare altri appassionati in tutto il mondo.

Ciao a tutti sono Marco e sono qui per aiutarti a migliorare il tuo italiano. S pero che stiate tutti bene…qui da noi è arrivata l’estate e fa un po’ caldo ma non troppo. In altre parte del mondo ovviamente sta cominciando l’inverno so che qualcuno mi segue dall’Australia e dal sud america. Quindi là adesso arriverà un po’ il freddo. Va beh’ il mondo è fatto così e saluto tutti e ggi voglio anche ringraziare tutti voi che seguite questo piccolo podcast.

Bene oggi vi leggero un piccolo “pezzo” che ho scritto e che riguarda le mie radio. Per chi non lo sapesse sono un appassionato di radio…e quando ho tempo mi diverto a collegare altri appassionati come me in giro per il mondo. Bene oggi vi farò…diciamo partecipare a questa mia passione…

E’ un pomeriggio un po’ sul tardi. Io sono davanti alle  mie radio, (metterò qualche foto sul sito così potrete vedere quello che uso e magari, ma non sono sicuro metterò qualche pezzo di audio…ci vorrà qualche giorno…quindi magari tra un po’ andate sul mio sito a vedere…se volete.

Ma prima una piccola premessa…

Mi piacerebbe parlare meglio inglese e capire quello che dicono gli americani o comunque le persone che parlano in inglese. Mi capita spesso, con le mie radio, di ascoltare due americani magari uno di New York che parla con qualcuno nel centro degli Stati Uniti. A volte mi metto lì, in silenzio e ascolto. Ecco mi piacerebbe capire di più. Al momento attuale capisco di cosa stanno parlando e quando l’argomento è abbastanza tecnico capisco di più. Certamente se parlano di radio, antenne o trasmettitori capisco, ma quando il discorso si allarga e magari parlano di qualcosa che riguarda la vita negli USA, o la loro opinione su qualcosa allora mi perdo, non riesco più a seguire il filo del discorso.

 

E questo mi fa sentire un po’ frustrato. E, dopo un po’, cambio frequenza e ascolto qualcun altro. Magari girando per le frequenze delle mie amate onde corte becco due spagnoli che parlano tra di loro e allora mi consolo un po’ capisco quasi tutto. (beccare qui, significare trovare). Ma se incominciano a parlare molto in fretta allora mi perdo, ancora una volta non capisco, non seguo la discussione e, dopo un po’ cambio frequenza. Su un’ altra banda con l’antenna girata verso la Russia ascolto due tizi che parlano tra di loro….dove saranno? Non lo so, non ne ho la più pallida idea, forse sono vicino magari a Mosca, ma potrebbero essere in siberia. Ascolto un po’ ma il russo non è il mio pane…comprensione  zero. Ma ecco che uno dei due se ne va, e l’altro incomincia a chiamare gli Stati Uniti, dice il suo nominativo (il codice internazionale che identifica ogni radioamatore)…ora capisco che è a est di Mosca, posso vedere esattamente dove si trova con un applicazione in un sito web. Lui chiama diverse volte gli Stati Uniti…chiama ma nessuno risponde…ascolto l’inglese del russo…il mio è migliore.  Giro l’antenna verso ovest nord ovest, verso il nord america, lui arriva ugualmente (cioè lo ascolto anche con l’antenna puntata sul nord america). Dopo qualche minuto gli risponde un radioamatore dalla Florida, è un pensionato che è sulla costa dell’oceano Atlantico. Ora capisco…parla con il russo….se il russo capisce capisco anch’io. L’americano dice che è in vacanza in Florida e ha una antenna sulla riva del mare…forse è in spiaggia…con un antenna nella sabbia. Cerco di immaginarmelo…un appassionato come me che è seduto con un tavolino davanti, con la radio e a pochi metri l’antenna….un specie di palo verticale niente di più. I due parlano un po’, l’americano dice che in Florida si sta bene, il tempo è bello e lui si gode il sole e la radio. Il russo dice che a Mosca non fa tanto caldo, si sta bene…secondo me è un po’ invidioso della Florida…Anche di questi tempi difficili la radio per noi è un mezzo per comunicare comunque con il mondo. Non parliamo mai di politica o delle guerre (teoricamente potremmo parlare solo di argomenti tecnici) ma ovviamente si parla un po’ di tutto. Cambio ancora la frequenza e sento una stazione fortissima che arriva da sud est…? Ma chi è ?  senza girare l’antenna ascolto il nominativo…lo riconosco…l’ho già collegato altre volte…arriva dagli Emirati Arabi……da dove trasmette? non mi ricordo… Ascolto un po’…lui vuole collegare solo gli Stati Uniti…quindi non lo chiamo. Vado a vedere dov’è…ecco ho trovato…è di Dubay e ha un bell’impianto, c’è la foto sul sito. Fa collegamenti veloci, niente discussioni o altro, vuole solo vedere dove riesce ad arrivare verso ovest. Gli rispondono in tanti. Prima dalla costa dell’Oceano Atlantico…ecco New York che risponde poi Boston e il New Yersey…risponde qualcuno da Chicago….ma lui insiste vuole arrivare più in là…da come arriva in Italia la potenza non gli manca. Gli rispondono un po’ di pensionati dalla Florida… i soliti…ma poi ecco che spunta qualcuno dal Colorado…e poi dal Montana (stato difficile da collegare…poca gente pochi radioamatori). Dopo un po’ ecco finalmente la California…arriva. Il segnale non è forte ma comprensibile. Con il californiano l’arabo parla un po’….un inglese perfetto molto meglio del mio…sono un po’ invidioso. Voglio vedere se il californiano mi ascolta. Uso una tecnica collaudata negli anni…a volte funziona….non sempre. Mi sposto di frequenza…….qualche kiloherz più giù sperando che l’americano si sposti anche lui. Di solito se uno risponde a una chiamata è lì che vuole fare collegamenti…e dopo aver parlato con l’arabo magari potrebbe spostarsi per cercare qualcun altro…vediamo cosa succede.   Mi sposto, chiamo gli USA….nessuno risponde per un po’…ma ad un certo punto ecco…sono stato fortunato, il californiano ha fatto ciò che speravo. Mi risponde…il suo segnale è abbastanza  forte e lui mi dice che il mio in California è debole ma mi ascolta.

Certamente se io avessi un impianto come il suo arriverei meglio in California. Ma mi accontento..…parliamo un po’…le solite cose….lui ha un impianto mega…tralicci e antenne gigantesche…le vedo subito sul sito. Parla abbastanza lentamente e capisco quasi tutto…sono contento. Probabilmente se parlasse normalmente io non capirei. Ma lui mi viene incontro (cioè cerca di parlare adagio per farsi capire, venire incontro è un modo dire…a volte figurato…significa aiutare una persona magari appunto cercando di facilitare quello che la persona sta facendo) Lui mi dice che il mio inglese è “beautiful..”…lo so che è solo un complimento…ma mi piace credergli. Lui mi dice che gli piacerebbe parlare italiano e che è stato varie volte in Italia e vorrebbe venirci ancora. Gli dico che se viene dalle mie parti potremmo incontrarci a Milano a bere qualcosa e gli dico anche di andare a vedere le foto delle mie antenne sul sito…lui ci va subito e ride guardando le immagini. Ora ho aperto anch’io il sito e vediamo insieme le immagini. Gliele spiego….lui ride ancora commentando la neve abbondante che copre le mie antenne. Gli dico che qualche anno fa qui è nevicato parecchio e che ora nevica molto meno. Parliamo un po’ del tempo in California…lui ha voglia di parlare…bene per il mio inglese…comincia a parlare del clima nel suo stato degli incendi successi l’anno scorso e mi descrive qualcosa che gli è successo….ora faccio fatica a capire…( il mio inglese vacilla) forse sta dicendo che c’è stato un incendio vicino a casa sua ma che per fortuna lui non ha avuto danni…cerco di interpretare un po’…rispondo a fatica. Dopo una ventina di minuti ci salutiamo…mi fa ancora i complimenti per il mio inglese…è una persona molto gentile. Ci salutiamo,magari lo ritroverò ancora nel mare delle onde corte dove noi navighiamo. Non lo so…ma è stato bello parlare con lui.

Ora cambio radio, cambio frequenza e antenna. Voglio sentire un po’ cosa c’è in giro sulle frequenze più “casalinghe”. Sono frequenze molto alte in cui i collegamenti intercontinentali sono impossibili.  La massima distanza che ho raggiunto da qui è di mille chilometri. Da qui ho collegato la Sicilia. Ascolto un po’ e poi trovo un radioamatore che fa sempre i contest, ora è in montagna e fa delle prove con delle antenne. Lo conosco di persona, ci siamo incontrati un paio di volte su una montagna dove ho fatto tanti contest con un mio amico. E’ un tipo simpatico…un po’…direi originale. Lui se ne va in giro con un piccolo furgone, sembra quello di un panettiere. Ma dentro non ci sono panini e focacce, pizzette o dolci. Ci sono trasmettitori, ricevitori, batterie attrezzi vari, pezzi di antenne e amplificatori. E lui se ne va in cima alle montagne qua sulle prealpi lombarde e trasmette da lì. Anche io e il mio amico quando andiamo in montagna facciamo qualcosa di simile ma in maniera molto più leggera, una normale macchina con dentro un po’ di roba…. Lui no. Il suo furgone all’interno sembra una centralina del telefono…un vero casino. Ma il bello è che tutto funziona benissimo. Gli parlo un po’, lo saluto. Ci ripromettiamo di trovarci ancora in montagna…forse lo faremo. Chissà…

Mentre lui mi sta salutando il mio amico Paolo si fa sentire, entra anche lui, cioè trasmette anche lui con la sua radio, e parliamo un po’ in tre, a turno. Paolo abita nella mia città forse a neppure un chilometro di distanza. Discutiamo un po’ dei contest e della propagazione degli ultimi tempi.

Poi ci salutiamo tutti. Ho passato un pomeriggio con la radio.

Cose d’altri tempi, probabilmente anacronistiche, (anacronistico significa che non si usa più, non al passo con i tempi moderni), me ne rendo perfettamente conto…ora con internet, i telefoni cellulari e SKYPE è tutto molto più comodo.

Ma a me piace, tutto lì.

Spero che questo piccolo racconto sia servito almeno un po’ per il vostro italiano…

Immagine delle antenne utilizzate per le gare (contest). Abbiamo collegato altri radioamatori sparsi in tutta Italia fino alla Sicilia. In altre occasioni abbiamo collegato stazioni nell’oceano Atlantico e in Russia. Ci siamo divertiti molto.